I Film di Offside Pisa. Fuga per la Vittoria

Pisa. Offside Pisa rinnova l'appuntamento settimanale con i Film di Offside Pisa! Andrea Chiavacci presenta Fuga per la Vittoria, film intenso che sullo sfondo di uno sport (il calcio), racconta le vicende interne ad un campo di prigionia tedesco. I fatti si svolgono durante la Seconda Guerra mondiale e i prigionieri (tra i quali scenderanno in campo veri e propri miti del calcio come Pelé), saranno sfidati dalle guardie naziste ad una vera e propria partita della morte. Il premio... la fuga e la libertà.

 

 

Fuga per la vittoria

Un film di John Huston. Con Sylvester Stallone, Michael Caine, Pelé, Bobby Moore, Osvaldo Ardiles. Titolo originale Victory. Guerra, Ratings: Kids+13, durata 116 min. - USA 1981

 

Huston glorifica l'epica della vittoria attraverso un grande racconto di retorica sportiva. Di Andrea Chiavacci

 

Fuga per la Vittoria (Victory) è un film di John Huston del 1981 ispirato, ma molto diverso, da una storia vera; la cosiddetta partita della morte disputata tra una squadra mista di prigionieri sovietici formata da giocatori della Dynamo Kiev e della Lokomotiv contro gli ufficiali tedeschi della Luftwaffe.

L'ambientazione scelta da Huston è un campo di prigionia per ufficiali anglosassoni in Francia. Dopo l'uccisione da parte delle guardie tedesche di un prigioniero che tentava di fuggire , il comandante tedesco Von Steiner (Max Von Sydow) va in visita al campo e riconosce l'ex giocatore del West Ham John Colby (Micheal Caine) e gli propone una sfida a calcio tra i tedeschi e  gli ufficiali da disputarsi il 15 Agosto allo stadio Colombes di Parigi. Colby nonostante lo scetticismo degli altri ufficiali inglesi decide di voler giocare la partita e chiede a Von Steiner le garanzie per un incontro corretto che non venga usato dalla propaganda tedesca con la seconda guerra Mondiale in pieno svolgimento. In quel momento il prigioniero americano Hutch (Sylvester Stallone) architetta la sua fuga ma si rende conto che le guardie del campo vengono affidate alla sorveglianza della squadra di calcio, nonostante sia un giocatore scarso chiede di entrare nella squadra come preparatore; dopo qualche resistenza Colby lo porta con il gruppo rinforzato da altri prigionieri e soprattutto da Hernandez (il grandissimo Edson Arantes Do Nascimento al secolo  Pelè). Colby chiede a Von Steiner anche alcuni giocatori dell'est, rinchiusi nei campi di concentramento, e alla fine viene accontentato ma si ritrova contro gli altri Maggiori britannici che non gradiscono i nuovi arrivati pensando ad una mossa dei tedeschi di rifilare dei giocatori debellati dalla prigionia. Gli ufficiali britannici bloccano la fuga di Hutch e progettano comunque di farlo evadere ma per andare a Parigi a cercare dei contatti con la resistenza francese per realizzare la fuga di tutta la squadra in occasione della partita, tenendo Colby e gli altri all'oscuro.

Ad Hutch riesce ad evadere e quando incontra i partigiani francesi viene deciso che la fuga della squadra sarà fatta dallo spogliotaio dello stadio Colombes attraverso le fognature; Hutch viene ospitato da una donna che assieme al figlio aiuterà gli alleatti a fuggire. Hutch deve farsi catturare di nuovo per comunicare il piano agli altri prigionieri; una volta al campo viene messo in isolamento e per poterlo liberare e schierare in campo Colby deve far rompere un braccio al portiere titolare.

Si arriva finalmente al giorno della partita in un clima da propaganda nazista ma con tanti francesi venuti a tifare per gli alleati. L'arbitro è corrotto dai tedeschi, nonostante Von Steiner non gradisca la cosa, e fischia a senso unico. Lo speaker esalta la squadra tedesca amplificando il boato ad ognuno dei 4 gol messi a segno nel primo tempo chiuso 4-1. La fuga è prevista per l'intevallo ma dopo che i partigiani hanno scavato un buco negli spogliatoi i giocatori richiamano Colby e Hutch e vogliono giocare. Con enorme sorpresa degli ufficiali inglesi la squadra torna in campo e mette sotto i tedeschi portandosi sul 4-3; a quel punto c'è una delle scene più belle del film quando il pubblico grida victoire e poi canta la marsigliese (ricordiamo che in quel momento la Francia è sotto occupazione  nazista). Nel finale rientra in campo Hernandes, che si era infortunato, e segna in rovesciata lo splendido gol del pareggio. All'ultimo istante viene fischiato un rigore ai tedeschi; Hutch blocca il tiro e il fischio finale coincide con l'invasione pacifica del pubblico. Una fuga per la vittoria e per la libertà.

Il calcio e lo sport furono davvero strumento per la propaganda sia del regime Fascista e di quello Nazista, ma anche sogno  di riscatto per chi in quegli anni vedeva pian piano negarsi i diritti fondamentali. La storia vera della partita della morte fu raccontata anche in altri film e purtroppo i prigionieri sovietici furono uccisi dopo aver vinto contro i tedeschi a Kiev nell'agosto del 1942 la rivincita di un precedente torneo.

In fuga per la vittoria recitano anche grandissimi calciatori oltre a Pelè; tra i più importanti: l'argentino del Tottenham Osvaldo Ardiles e i suoi famosi colpi di tacco, il capitano di West Ham e dell'Inghilterra Mondiale nel 1966 Bobby Moore, il fantasioso numero 10 polacco Deyna, il grande centravanti belga Paul Van Himst e lo scozzese John Wark proprio nel 1981 vincitore della Coppa Uefa con il sorprendente Ipswich Town. Bella anche la ricostruzione dello stadio Colombes teatro della finale dei Mondiali del 1938 e del famoso quarto tra Francia e Italia dove la nazionale scese in campo in maglia nera.

La Rovesciata di Pelè rimane una delle immagini più belle dell'intera cinematografia mondiale. Un calcio alla guerra e alla divisione tra i popoli, purtroppo solo in pellicola.

 

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