Interviste

JUNIORES REGIONALI - Intervista a Daniele Micheletti

Pisa. Al termine della prima giornata del campionato Juniores Regionali girone A, abbiamo incontrato mister Daniele Micheletti, per la seconda stagione sulla panchina del Pisa Sporting Club.


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CALCIO GIOVANILE. Intervista a mister Lombardi

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Pisa. Con l'uscita dei caledari, anche le Juniores Regionali pisane tornano al centro dell'attenzione. Abbiamo incontrato mister Federico Lombardi, per sette anni alla guida delle formazioni giovanili del Porta a Piagge, da questa stagione sulla panchina dell'Urbino Taccola. I termali, anche se neo promossi in categoria, in questo campionato potrebbero rivestire un ruolo di primaria importanza (vista la prima squadra in Eccellenza e la conseguente qualità degli uomini in rosa). CLICCA E ASCOLTA L'INTERVISTA

Intervista a Roberto Taccori del Pisa S.C.

Roberto Taccori: «Una stagione da stropicciarsi gli occhi» 

È un’annata da incorniciare quella della juniores neroazzurra che a meno quattro partite dal termine della stagione regolare potrà gestire ben dieci punti di vantaggio sul Cascina secondo in classifica. Per parlare di questa impresa abbiamo contattato telefonicamente il tecnico neroazzurro Roberto Taccori.

 

 

Roberto ancora la matematica non garantisce la vittoria finale, ma il più è fatto?

«Beh è vero che i numeri ancora non garantiscono niente, ma la situazione non poteva essere migliore di questa. Dopo una prima parte di campionato in cui ha regnato l’equilibrio con cinque/sei squadre a lottare per le prime posizioni, il nostro passo (18 vittorie, 7 pareggi ed 1 sconfitta alla prima giornata con 25 risultati utili consecutivi) ha fatto la differenza. Credo che quest’anno il nostro ritmo sia stato veramente eccezionale».

 

Che cos’è che più ha influito su questa straordinaria cavalcata?

«Le qualità e le caratteristiche dei ragazzi in primo luogo, poi un lavoro fatto su di loro attento alle motivazioni in campo. Molti dei ragazzi (in maggior parte classe ’91) arrivavano dai campionati provinciali ed in questa categoria inizia a farsi sentire sia la presenza fisica che quella mentale. Insomma, le qualità c’erano, ma andavano tirate fuori». 

 

Nell’arco della stagione hai lavorato molto anche sulla disposizione della squadra in campo?

«Ad inizio stagione avevo di fronte a me 15 nuovi giocatori ed il difficile è stato trovare la loro migliore posizione. Dopo una serie d’esperimenti (4-4-2), le cose hanno iniziato a trovare una loro forma (4-4-2 con il centrocampo a rombo) e se pensiamo che la difesa nel girone di ritorno ha subito solamente 1 o 2 gol (su palle da fermo), direi che la quadratura del cerchio è stata trovata».

 

Rispetto alla scorsa stagione in cui già avete vinto, credi che sia scesa la qualità del campionato?

«La scorsa stagione fu un campionato a due con il Sorgenti, quest’anno invece fino alla terza giornata di ritorno i valori apparivano i medesimi anche se poi il nostro passo non ha lasciato scampo a nessuno. Per farti capire la grandezza del Pisa Sc di quest’anno ti dico che a memoria non ricordo una squadra che abbia tenuto una regolarità come la nostra».

 

Che cosa puoi dirci su Andrea Aliotta che domenica ha esordito dall’inizio in promozione?

«Andrea (classi ’91) ha sicuramente della qualità e margini di miglioramenti ulteriori; su di lui come sugli altri il lavoro è stato sulla personalità in campo ed i risultati sono stati ottimi. Nella squadra comunque ci sono moltissimi ragazzi (alcuni seguiti da formazioni professionistiche come Pioli) che potranno avere in futuro esperienze di alto livello. Fondamentale è stato lo sviluppo caratteriale di tutti».

 

La società neroazzurra sta attraversando un ottimo momento, prima nei juniores regionali ed in promozione con la prima squadra. Quali sono le prospettive del Pisa Sc?

«Il nostro è un presidente (Gianfranco Grassini) ambizioso che crede e punta sui giovani. Quel che ci viene chiesto è la valorizzazione dei ragazzi e credimi non c’è maggiore soddisfazione che vedere qualche tuo calciatore diventare professionista; spero che nella prossima stagione il Pisa Sc disputi l’eccellenza e poi nel futuro… chi lo sa, mai dire mai!». 

 

 

Carlo Palotti

Intervista a Luca Vestri del Pisa S.C.

Intervista a Luca Vestri

La juniores regionale neroazzurra dopo la grande stagione dello scorso anno si sta ripetendo ad altissimi livelli anche in questo campionato. Uno degli uomini chiave a disposizione di mister Taccori è Luca Vestri, centrocampista classe ’91 in forza al Pisa Sc da settembre.

 

 

Luca come ti stai trovando al Pisa Sc?

«Fino ad ora le cose stanno andando al meglio, mi sto divertendo ed ho avuto l’opportunità di giocare. Dopo undici anni passati alla Freccia Azzurra (e la parentesi nel Pisa Calcio) sono arrivato in neroazzurro a settembre e credo che l’annata nel complesso sia piuttosto positiva».

 

Qual è la tua posizione in campo?

«Sto giocando come mediano davanti alla difesa ed il ruolo mi sta calzando abbastanza bene. Una delle richieste che ci vengono fatte è quella di far girare molto la palla e lì in mezzo al campo le cose non sarebbero semplici senza l’apporto di tutti i compagni».

 

Nella passata stagione hai segnato diversi gol…

«È vero, ma quest’anno non ci sono ancora riuscito. La posizione che ricopro non mi sta aiutando poiché sposta indietro il mio raggio d’azione; in fin dei conti però, l’importante è che la squadra continui a vincere».

 

A sei giornate dal termine della stagione avete otto punti di vantaggio sul Cascina. Come credi che finirà?

«Penso che dovremo lottare fino all’ultima partita cercando di ripetere prestazioni come quelle di Cascina. Con il successo sui cascinesi siamo riusciti ad allungare ulteriormente prendendo un buon margine, ma per la vittoria finale ancora ci sarà da soffrire».

 

A proposito del Cascina, avete preparato la partita in modo particolare?

«No, ci siamo preparati come al solito ed eravamo certi di poter dire la nostra anche conoscendo la forza dell’avversario. Non credo che la vittoria abbia segnato definitivamente il campionato in nostro favore, ma sono convinto che riusciremo a portare a casa il titolo perché stiamo esprimendo il miglior calcio del girone».

 

 

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Carlo Palotti

 

Cascina Calcio: parla Riccardo Rossi

Intervista esclusiva al responsabile del settore giovanile cascinese



Siamo felici di aprire la rubrica "Voci dal settore giovanile" ospitando sulle nostre pagine il responsabile del settore giovanile del Cascina, Riccardo Rossi.

Iniziamo parlando degli Juniores, il fiore all’occhiello del settore giovanile neroazzurro. La squadra sta disputando un campionato di vertice, subito dietro la capolista Pisa Sporting Club;  quanto affidamento fa su questi ragazzi la società cascinese? Ci sono probabilità di inserimento in prima squadra per alcuni di loro?

La squadra juniores in una società come il Cascina deve rappresentare il punto di arrivo di un percorso di crescita tecnica, fisica e tattica di un ragazzino, che si cimenta in questo sport iniziando con le squadre più piccole. Qui si devono vedere i primi importanti risultati del lavoro svolto dai tecnici della società e di quello svolto dallo stesso calciatore che deve evolvere la sua personalità ed il suo atteggiamento mentale per poter raggiungere obbiettivi più importanti quali l’inserimento nell’organico della prima squadra. Ed è qui purtroppo che si evidenziano più marcatamente i limiti dei nostri giovani, che troppo spesso sono attratti da altre sirene, essendo abituati ad avere tutto e subito senza la necessaria pazienza per poter aspirare ad un salto di qualità significativo. Comunque al di là dei risultati che la squadra sta ottenendo in questo momento, ciò che più ci preme è la consapevolezza di aver dato alla nostra prima squadra elementi importanti quali Martini, Rocca, Freschi, Iodice, Borghini, tutti ragazzi classe ‘89 ’90 e Cateni addirittura classe ’92 che stabilmente fanno parte di questo  organico in attesa che anche altri ragazzi possano emularli presto.

Meno brillante il campionato che stanno disputando gli allievi regionali, quali possono essere le cause? Rispetto all’organico che l’anno passato ha trionfato nel campionato provinciale degli allievi B ci sono stati grandi cambiamenti? O il motivo è da ricercarsi semplicemente nell’alto livello del campionato allievi di questo anno?

Non sono d’accordo nel ritenere che il livello di questo campionato si sia innalzato, anzi sono proprio di parere opposto. Il nostro andamento nel girone di andata non è stato particolarmente positivo principalmente per tre fattori: la retrocessione della prima squadra dalla serie D al campionato di Eccellenza ha fatto sì che alcuni ragazzi, mal consigliati, abbiano preferito trasferirsi ad altre società, da essi e dai loro genitori ritenute più “importanti” del Cascina; di conseguenza abbiamo dovuto ricostituire ed amalgamare un nuovo gruppo con diversi ragazzi di un anno più giovani che inizialmente hanno pagato lo “scotto” della loro inesperienza; terzo siamo stati penalizzati dagli episodi in molte gare dove avevamo giocato alla pari con gli avversari. Il girone di ritorno è invece iniziato sotto altri auspici e sinora abbiamo ottenuto 10 punti su 12 vincendo sui campi di Castelfranco e Forcoli, squadre che sono ai vertici della classifica. Ciò fa ben sperare per il prosieguo del torneo e ci dà conferma del buon lavoro svolto dal nostro mister Leandro Ricciardi.

Per quanto riguarda i giovanissimi, con il Forcoli sono tornati i tre punti, dopo che il mese di dicembre, e le prime due giornate di gennaio, non erano state particolarmente fortunate. Problemi risolti per mister Nuti? Quale è l’obiettivo della stagione?

Per quanto riguarda questo campionato lo abbiamo affrontato con un gruppo completamente nuovo con l’ obbiettivo di far crescere i ragazzi senza dare loro alcuna pressione per il risultato, per cui il raggiungimento di una tranquilla salvezza era la massima aspirazione. Invece i ragazzi ci hanno stupito e seguendo gli insegnamenti di un tecnico bravo e capace come Gianluca Nuti hanno ottenuto risultati insperati. Nell’ultimo periodo però la perdita per infortunio di capitan Di Frino e la minor brillantezza di alcuni elementi non ci hanno permesso di proseguire l’ottimo cammino della prima parte del torneo. Sicuramente però il recupero degli infortunati ed il ritorno alla miglior condizione fisica ci permetteranno di migliorarci ulteriormente come testimonia il brillante risultato colto nell’ultima giornata contro una delle squadre pretendenti alla vittoria finale, che abbiamo superato grazie ad un ottima prestazione del collettivo pur privo di giocatori importanti quali Pieroni, Piccirili e lo stesso Di Frino. Un merito particolare va però riconosciuto al mister che ha saputo interpretare al meglio la gara modificando l’atteggiamento tattico rispetto alle precedenti prestazioni.

Un bilancio complessivo sulla stagione?

Possiamo ritenerci soddisfatti di come stanno andando le cose dal punto di vista tecnico mentre ci aspettiamo un consolidamento della struttura societaria che possa permetterci un salto di qualità rendendo il nostro settore giovanile un importante punto di riferimento per tutti quei ragazzi che abbiano voglia di crescere e migliorarsi.

Senza entrare nel dettaglio, quali sono le spese di gestione di un settore giovanile così ampio (tre campionati regionali e uno provinciale)?

 

Indubbiamente le spese sono molto elevate e solo grazie agli sforzi finanziari della famiglia Gronchi che crede fortemente in questo progetto Cascina, dove dovranno inserirsi anche le società del territorio Piccoli Azzurri e Pulcini, è possibile andare avanti. Solo unendo le forze di queste tre realtà sarà possibile una crescita sensibile al di là del campanilismo che purtroppo ancora anima alcuni rappresentanti di queste società.


Infine, quale importanza crede che abbia il settore giovanile per le società, come quella cascinese, che disputano campionati dilettantistici?

 

Ritengo fondamentale ricorrere al settore giovanile per formare le prime squadre: ci sono troppe spese di gestione ed il ricorso a giocatori bravi ma a “fine carriera”  non fa altro che inguaiare economicamente le società di questo tipo. Dunque largo ai giovani, diamo loro fiducia almeno nello sport visto che spesso la  società civile sembra dimenticarsene offrendo loro un futuro attualmente molto incerto. 

 

Irene Masoni